Savona, l’arte della continuità

Il Savona, con la riconquista della Coppa Len dimostra ancora una volta di essere un club che comunque, a prescindere dai momenti, riesce a mantenersi nell’elite della pallanuoto nazionale e continentale.  Il segreto di questa grande continuità?

Il segreto della continuità della Rari sta nell’alternanza di due momenti assolutamente diversi:

a) periodi di continuità di investimenti (82-93 e 2000-2011)

b) periodi di discontinuità economica superati attraverso il ricorso al proprio settore giovanile (73-81 e 94-2000).

Quanto ritieni sia importante per un atleta giovane partecipare alle competizioni europee per la sua crescita?

Per un atleta giovane è fondamentale partecipare alle attività e alle competizioni della 1^ Squadra. Se c’è l’Europa meglio, molto meglio, ma decisivo è che la 1^ Squadra sia il  riferimento primario di tutto il settore giovanile.

Quanto ritieni sia importante che il primo allenatore tenga sotto controllo tutto lo svolgersi delle attività del club?

Fatta eccezione per i 4 anni di Luceto, ho sempre tenuto sotto controllo tutto il movimento giovanile Rari in strettissima collaborazione con Andrea Pisano. La cosa continua ora con ruoli diversi. Insomma: la 1^ Squadra non deve mai essere un corpo separato, come per necessità lo è stata a Luceto.

Quanto ritieni sia importante all’interno di un club che l’allenatore sia a conoscenza dei bilanci e abbia voce in capitolo sulle strategie societarie e sugli indirizzi di spesa?

Ritengo importantissima una trasparente collaborazione, ma non sempre mi è stato possibile realizzare questo obiettivo. Se il tecnico (Direttore Sportivo o Direttore Tecnico o Allenatore) non interviene sulla strategia societaria contribuendo alla sua definizione, lo farà qualcun altro che magari non conosce le compatibilità tecniche tra i giocatori o lo stato del settore giovanile o… Esempio positivo. Negli anni 2000-2011 abbiamo postposto tutto alla realizzazione della piscina coperta. Si è, quindi, puntato su una 1^ Squadra che facesse il miglior risultato possibile ogni anno, così da creare pressione mediatica sull’Amministrazione attraverso i risultati. Per realizzare questo siamo anche andati al di là delle nostre risorse e abbiamo sacrificato in maniera marcata il settore giovanile. Ora dobbiamo con gradualità rientrare nei conti, quindi, ricorrere al vivaio, lanciare dei giovani…

Che consiglio daresti ai club, oggi,  per non cadere nel serio rischio bancarotta?

Definire una strategia sulla base dei mezzi a disposizione; nel caso di problemi di bilancio tirare su dei giovani, dare loro il tempo di maturare, affidarli ad un buon tecnico, lavoratore appassionato più che scienziato, definire con lui la strategia impostata e la sua fattibilità fattibilità.

L’ARTICOLO SUL TRIONFO BIANCOROSSO

http://www.waterpolodevelopmentworld.com/?p=76625

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