Situazioni di gioco da codificare
LE DOMANDE/QUESTIONS
1) Cosa pensate della proposta di codificare le situazioni elencate nell’articolo? (andare sottacqua e appoggio a due mani contemporaneamente). – (eng) What do you think of the proposal to codify the situations described in the article? (go underwater and support with both hands simultaneously)
2) Ritenete che siano queste le priorità o ne indichereste qualche altra? – (eng) Do you think that these are the priority or do you suggest some other?
PARERI RACCOLTI DA GIANLUCA LEO E ADRIANO VANNUCCI
L’OPINIONE DI PAOLO DE CRESCENZO
1) “In linea generale sono favorevole alla precisa codificazione di regole che facilitino il compito degli arbitri e la comprensione del gioco da parte degli spettatori, ma la prima proposta di Cufino – quella che riguarda la lotta al centro – mi crea qualche perplessità: spesso il centroboa va sott’acqua semplicemente per sottrarsi all’azione particolarmente fisica e al limite della regolarità del difensore. In questi casi, dunque, la manovra del centroboa non è volta a creare azione di disturbo all’avversario, per cui non merita di essere punita. Sono del tutto favorevole, invece, alla seconda proposta di Cufino perchè, al di là dell’irregolarità commessa, il trattenere con due mani l’attaccante impedisce a quest’ultimo di muoversi, e quindi di creare gioco, di creare spettacolo”.
2) Premessa: io faccio parte di quella schiera di addetti ai lavori e appassionati ai quali la pallanuoto piace comunque: sono altri i problemi che negli ultimi anni hanno causato il declino della popolarità della pallanuoto. Tuttavia ritengo ugualmente utile l’adozione di innovazioni regolamentari che possano favorire lo spettacolo e, di conseguenza, un maggiore gradimento da parte del pubblico. Tali innovazioni, però, devono essere frutto di un attento studio da parte di una commissione di esperti che sperimenti attraverso la pratica quali soluzioni debbano essere adottate per risolvere il problema principale che si è creato: vuoi per la maggiore fisicità dei protagonisti vuoi per atteggiamenti tattici da parte degli allenatori, oggi la pallanuoto è diventata molto più statica rispetto al passato. E’ un tipo di gioco che non premia le qualità tecniche dei campioni, ovvero dei giocatori maggiormente deputati alla creazione del gioco e dello spettacolo
(ENG) – 1) “In general I support the precise codification of rules that facilitate the task of the referees and the understanding of the game by spectators, but the first Cufino’s proposal - the one of the the fight in the center – causes me some concern: often the center goes underwater just to evade at the action particularly physical of the defender. In these cases, therefore, the moves of the center is not intended to create disruptive to the opponent, so it does not deserve to be punished. I’m all in favor, however, the second Cufino’s proposal because holding with two hands the attacker prevents him to move, and then to create the game, to create the show “.
2) Preamble: I am part of that group of professionals and enthusiasts who like water polo, however: other problems in recent years have caused the decline in the popularity of water polo. But I think equally useful for the adoption of regulatory innovations that will facilitate the performance and, consequently, a greater appreciation by the public. These innovations, however, must be the result of a careful study by a committee of experts that experiment with practice which solutions should be adopted to solve the main problem: both for the greater physicality of the players and for tactical attitudes of the coaches, water polo today has become much more static than before. It’s ‘a kind of game that does not reward the technical quality of the champions”.
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L’OPINIONE DI FABIO CONTI (allenatore del Setterosa)
“Se sono favorevole a punire centroboa e marcatore che scendono sott’acqua volontariamente? Certamente, perché è una situazione che mette in difficoltà l’arbitro per capire chi nella lotta di posizione ha preso il sopravvento. E poi perchè l’andata sott’acqua è pericolosa per l’incolumità dei giocatori. Per quanto riguarda l’espulsione del difensore che blocca l’attaccante con entrambe le braccia, questa è una regola già scritta che basterebbe applicare con criterio. In generale, se le due mani impediscono il movimento di un altro giocatore allora va sanzionato con espulsione in difesa e controfallo in attacco”.
(ENG) – “If I support the punishment of the center and the defender that go down voluntarily underwater? Yes, because it is a situation which causes difficulties for the referee for the understanding who in the fight for the position got the better one. And then because going underwater is dangerous for the safety of the players. As for the major foul to the defender that blocks the attacker with both arms, this is a rule already written that needs to apply. In general, if both hands prevent the movement of another player nethen it needs to be sanctioned major foul in defense and counter foul in attack. ”
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L’OPINIONE DI FABRIZIO BUONOCORE (giocatore del Posillipo)
1) “Sono favorevole se si punisce la tirata o la spinta del centroboa che va sott’acqua; se va solo sott’acqua non vedo il motivo di punire, anche perchè il centroboa potrebbe andar sotto per divincolarsi dalla presa del difensore. E inoltre non chiamerei espulsione al difensore che cerca solo di mantenere la posizione quando un centroboa va sotto; anche per il difensore, se all’immersione dello stesso non segue una spinta o una tirata dell’avversario, non vedo il motivo di chiamare espulsione; è solo lotta per la posizione”.
2) “Il difensore del centroboa che marca con due braccia è già quasi sempre punito con l’espulsione mentre al centroboa che cerca la posizione mantenendo con due braccia non sempre viene fischiato controfallo, e io sarei per fischiare sempre anche in questi casi. Sugli esterni secondo me la presa a due mani dell’attaccante che vuole prendere il fallo da 5 metri dovrebbe essere punita, soprattutto se mantiene senza andare verso il pallone. Invece il difensore che tiene con due mani un attaccante che si muove è punibile di espulsione”.
(ENG) – 1) “I am in favor if it punishes the pull or push of the center that goes underwater, if he only goes under water I see no reason to punish, even because the center could go underwater to get free from the defender. And also I wouldn’t punish with a major foul the defender that tries only to maintain the position when the center goes underwater; even for the defender, if the immersion does not follow a push or pull of the opponent, I see no reason to call expulsion: it is only fight for position. ”
2) “The defender of the center who blocks the attacker with two arms it is already almost always punished by expulsion while center who try to maintain the position with two arms is not always punished by a counterfoul, and I would always whistle for even in these cases. On the other players I think the two-hand grip of the attacker that wants to take the 5-meter foul should be punished, especially if he maintains without moving towards the ball. Instead, the defender with both hands holding an attacker who moves is punishable by expulsion”
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L’OPINIONE DI ENZO MASSA (allenatore Canottieri Napoli U17)
“Pienamente d’accordo con entrambe le proposte. Perchè un centroboa, ad esempio, deve andare sott’acqua scomparendo alla vista degli arbitri senza un motivo valido? Per la seconda situazione di gioco, credo che sia una situazione che esista già e che gli arbitri dovrebbero già punire con un’espulsione per il difensore che blocca con entrambe le braccia l’attaccante”.
L’OPINIONE DI MATTEO AICARDI (centroboa del Carisa Savona)
“Ritengo che ci sia già abbastanza confusione; di certo cosi non si aiutano gli arbitri a seguire una strada coerente. Se ogni qualvolta si assiste ad un meeting tecnico ed i delegati impartiscono nuove direttive come potremo mai arrivare noi giocatori a capire qualcosa? Come mai nel calcio non mettono regole ogni 30 secondi? Perchè è uno sport rodato che piace cosi com’è. Non è cambiando le regole tutti i giorni che la gente si appassiona ad uno sport ma semmai incentivandoli a venire nelle piscine, gestendo meglio l’organizzazione degli incontri. Detto ciò se il centroboa va sotto, va punito? D’accordo, basta che poi diventi per tutti uguale cosi noi giocatori ci abituiamo. Secondo statistica, le squadre italiane con i centroboa più forti sono quelle che prendono meno espulsioni a favore e più falli contro. Vorrà dire qualcosa… Per quanto riguarda la situazione delle due mani, idem anche se la vedo una cosa molto difficile da valutare”.
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L’OPINIONE DI STEFANO LUONGO (giocatore del Camogli)
“Sono due situazioni che fanno parte di questo sport. Credo sia difficile per un arbitro valutare quando un centro vada volontariamente sott’acqua o quando è il marcatore ad affondarlo; non credo che sia questo il problema della nostra pallanuoto, sinceramente. Invece, secondo il mio parere, se si contrasta l’avversario con due mani senza impedirne il movimento non è da punire con il fallo grave; contrariamente se si impedisce un passaggio gol o un’entrata, ad esempio, bisogna punire con il fallo grave”.
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L’OPINIONE DI MARIO MARSILI
“Ritengo assurdo punire centroboa o marcatore nel caso vadano sott’acqua scomparendo alla vista degli arbitri. Come fa il direttore di gara a valutare se gli atleti ci vanno volontariamente oppure vengano spinti dall’avversario? Bisognerebbe mettere anche nella pallanuoto la moviola sul campo, ma essendo uno sport situazionale e veloce, non come il calcio, rischieremmo di fermare il gioco ogni 30 secondi. Così facendo, secondo me, si va a snaturare ancor di più uno sport che ha subito tante modifiche nel corso di questi ultimi anni. Per quanto riguarda la situazione in cui si debba punire il difensore che marca con entrambe le braccia un attaccante esterno, credo sia una regola che esista già; la cosa principale è che non trova applicazione. E’ qui che bisogna focalizzare l’attenzione. Chi ha giocato a pallanuoto sa che se su un’entrata da parte dell’attaccante il difensore tenta di fermarlo con entrambe le braccia è espulsione. Come ritengo che chi abbia giocato a pallanuoto sappia che sia inevitabile per il centroboa scendere sott’acqua durante la lotta col marcatore.
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L’OPINIONE DI SASHA SADOVYY (centroboa del Camogli)
“Per quanto riguarda il centro, si, sono favorevole all’espulsione perchè capita sempre più frequentemente che il difensore potendo mettersi sulle spalle del centro gioca in modo pesante e dopo 15-20 secondi di lotta entrambi finiscono sott’ acqua e da lì nasce o l’ espulsione o il controfallo. Per l’attaccante ancora più giusto perchè se un attaccante è bravo, basta farlo marcare duramente anche da uno più scarso che però gli metta le mani addosso per ridurgli il vantaggio. E’ giusto punire con l’espulsione ogni singolo fallo, anche 20 espulsioni per partita se ce n’è bisogno”.
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L’OPINIONE DI CLAUDIO MISTRANGELO (allenatore del Carisa Savona)
“Premetto che sono favorevolissimo alla codificazione di tutto ciò che possa servire a migliorare le direzioni di gara. Entrando nel merito delle proposte di Cufino, farei un distinguo per quanto riguarda la lotta al centro: va punito l’andare sott’acqua, per prendere la posizione, soltanto quando il giocatore che compie il movimento ostacola l’avversario spingendolo oppure effettuando altro tipo d’azione irregolare. Ma se va sott’acqua senza creare disturbo non deve essere punito. Per quanto riguarda la seconda proposta, ricordo che non è soltanto l’attaccante a tenere con due mani il difensore, spesso l’azione fallosa è da parte di entrambi e contemporanea, per cui non è facile per l’arbitro stabilire chi ha cominciato prima. In linea di massima, però, sono favorevole all’espulsione di chi commette tale irregolarità”.
2) Altre proposte in tema di regolamento? Anche qui bisogna fare una premessa: oggi il gioco è condizionato tatticamente dalle scelte dei tecnici, che generalmente prediligono prendere una espulsione perchè le statistiche dicono che la percentuale di realizzazione con l’uomo in più è molto bassa. Detto ciò, io sono dell’idea – ma lo dicono anche le nuove disposizioni Fina – che debba essere premiato il gioco d’attacco, il gioco di movimento, le entrate. Cambiamenti nelle direzioni di gara dopo gli incontri Arbitri-Tecnici? E’ troppo presto per dire se queste riunioni hanno avuto effetti positivi. In ogni caso questi gli devono essere più frequenti e accampagnati da abbondanti visualizzazioni di filmati”.
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L’OPINIONE DI LAMBROS ANASTOPOULOS (responsabile del sito internet www.h2opolo.gr e allenatore)
Credo che giocare sott’acqua sia parte del concetto del gioco della pallanuoto e l’assegnazione di un fallo grave sarebbe una punizione troppo grave per entrambe le parti (attacante/difensore). Io credo che se l’attaccante si muove sott’acqua per avanzare guadagnando posizione dovrebbe essere punito con un controfallo. Se il difensore fa la stessa cosa dovrebbe invece essere punito con un fallo grave. Per quanto riguarda la seconda proposta di Cufino, sono assolutamente d’accordo: il giocatore che difende con due mani sull’attaccante deve essere punito con un fallo grave.
(ENG) I believe that underwater playing is part of water polo consept and it would be big punishment for both sides (attacker – defender) for major foul to them. I believe that should stay that if the attacher make undwater move in order to advance a position should be punishment with contra foul. An if the defender make this move should be punished with major foul. Regarding the second Cufino’s proposal, I totally agree that player who defends with two hands should be puinished by major foul.
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L’OPINIONE DI ANDREI IOSEP (giocatore della Romania)
“Il mio parere sulla prima situazione di gioco esaminata, quella di espellere o comunque punire il giocatore che scompare alla vista degli arbitri, è che deve essere sempre punito il giocatore che tenta di affondare l’avversario, che sia un difensore oppure un attaccante. L’arbitro deve essere molto attento a questi episodi e fischiare subito l’infrazione, e se l’arbitro ha giocato a pallanuoto non avrà problemi nel vedere questo tipo di falli. Nel caso in cui però dalla dinamica dell’azione non si riesce a capire chi tra difensore e centroboa affonda l’altro non si deve fischiare nulla; faccio un esempio pratico: se il centroboa migliore al mondo lotta con un difensore non all’altezza e questo lo affonda per ben 3 volte, il centro beccherebbe subito 3 espulsioni uscendo definitivamente dal gioco, cosa non corretta in quanto si penalizzerebbe lo spettacolo ed il giocatore più forte, in alcuni casi. D’altro canto sono favorevole nel punire il difensore che marca l’attaccante con entrambe le mani. Il nostro sport sta diventando sempre più simile al Wrestling. Vi siete mai chiesti perchè non si vedono più le mezze entrate con successivo tiro a volo? Proprio per questo modo di marcare da parte dei difensori. Questa pallanuoto non favorisce minimamente giocate come quelle che in passato facevano Estiarte, Hagiu o Erishov. Per cui giocatori tecnici di altissimo livello come Tony Azevedo o Christos Afroudakis soffrono questo tipo di “pallanuoto wrestling” non potendo sfruttare al meglio le loro doti tecniche e non possono offrire al pubblico in piscina giocate spettacolari”.
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L’OPINIONE DI GIANNI DE MAGISTRIS (allenatore della Fiorentina)
1) Sono favorevole ad entrambe le proposte di Cufino, anche se non sono favorevole all’aumento del numero delle superiorità numeriche. Codificare queste situazioni di gioco, inoltre, può semplificare una situazione che attualmente è veramente desolante: il gioco della pallanuoto si è talmente trasformato negativamente che nessuno capisce più nulla di quello che accade in acqua, addetti ai lavori compresi.
2) Nessuna proposta particolare, una generale sì: bisogna far sì che gli arbitri fischino di meno, non è possibile spezzettare continuamente il gioco. Lo spettacolo così va a farsi benedire.
(ENG) – 1) I am in favor of both Cufinoìs proposals, even if they are not in favor of increasing the number of numerical superiority. Codifying these game situations, can also simplify a situation that is really depressing now: the game of water polo has become so negative that no one understands nothing of what happens in water, including professionals.
2) No particular proposal, one in general yes: you should ensure that referees whistles less, it’s not possible always break up the game. The show that goes down the drain.
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L’OPINIONE DI ANDREA SELLAROLI (allenatore della Fontalba Messina)
1) Favorevole alla codificazione di entrambe le proposte. Il problema della lotta al centro per guadagnare la migliore posizione è… un problema sopratutto nella pallanuoto femminile, dove le ragazze spesso vanno sotto e poi ti sbucano improvvisamente da un’altra parte.
2) L’attuale regolamento a me piace, bisogna applicarlo, tutto qui. Se proprio devo proporre una modifica, allora dico che il tiro diretto da 5 metri deve essere arretrato a 7.
(ENG) – 1) Favorable to the codification of both proposals. The problem at fight at the center for gainig the best position is… a problem especially in women’s water polo, where the girls often go underwater and then suddenly emerge somewhere else.
2) The existing regulation likes me, you have to apply it, that’s all. If I have to propose a modification, then I say that the direct shot from 5 mt must be moved at 7 mt.
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L’OPINIONE DI PANTELIS LOUMIS (allenatore del Cetus Espoo ‘Fin’ e nostro delegato)
Io penso che l’articolo di Bruno Cufino sia molto interessante e leggendolo penso che, sulla base del principio che il gioco è basato sul gioco di gambe e sulle braccia, preferisco la proposta nr.2 piuttosto che la nr. 1.
(ENG) – I think that the Cufino’ article is very interesting and by reading it I think that on the basis of the principle that the game is based with the legs, I prefer the proposal nr.2 rather the nr.1
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L’OPINIONE DI KLITOS SOTERIADES (delegato Cyprus)
La mia opinione è che i falli indicati nelle proposte di Cufino non siano così gravi da essere puniti con il fallo grave. Ma ripeto, questa è solo la mia opinone.
(ENG) – By reading the Cufino’s proposal I think in my opinion that both proposal nr.1 and nr. 2 are not fouls so bad to be punished by major fouls, but I repeat it’s just my opinion.
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L’OPINIONE DI CLODOALDO LINO (delegato dal Brasile e responsabile del sito ‘touca14.blogspot.com’)
Per quanto riguarda il primo punto, non sono d’accordo con la punizione per il difensore. Penso sia giusto che il difensore possa cercare una posizione migliore senza far fallo sull’attaccante.
Per quanto riguarda la seconda proposta, penso che sarebbe valida se l’attaccante ha la palla, vale a dire che il difensore deve sempre dimostrare che sta cercando di rubare la palla. Quando il giocatore non ha la palla, credo sia molto complicato, renderebbe il ruolo che ha l’arbitro ancora più soggettivo. Inoltre, vi è già una punizione per il difensore che non permette all’attaccante che non ha preso la palla di muoversi.
Credo che il focus in un cambiamento delle regole debba essere lo sforzo per renderle sempre più oggettive, lasciando meno margine di interpretazione all’arbitro.
(ENG) – In the first point, I do not agree with the punishment to the defender. I think it is fair that the defender may seek a better position without fouling the attacker.
As to the second proposal, I think it would be valid if the attacker has the ball, that is to say, the defender should always demonstrate that he is trying to get the ball back. When the player does not have the ball, I think it is very complicated, it would make the referee’s role even more subjective. Besides, there is already a punishment for the defender who does not allow the attacker who hasn’t got the ball move.
I think that the focus in a change of rules should be the effort to make tham ever more objective, leaving less margin for the referee’s interpretation of the rules.
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L’OPINIONE DI SRDJAN MILIJANIC (giocatore e delegato dalla Serbia)
1) In generale sono a favore della prima proposta, perché molti centroboa usano mosse illegali quando vanno sotto l’acqua, al fine di prendere posizione. Ma penso che non si possa generalizzare punendo il centro ogni volta che va sott’acqua. A volte è il gioco che li porta ad andare sotto. In merito alla seconda proposta, non sono sicuro se sarà possibile che qualsiasi difensore difenda con una mano sola. Le mie perplessità riguardano il difensore del centro, anche se la proposta di Cufino garantirebbe uno stile di gioco più offensivo e vantaggioso per il centroboa. Nel complesso, però, questa idea non è male, ma penso che sarà necessario chiarire cosa i difensori possono fare e cosa no. Potrebbe cambiare tutto lo stile di gioco uno contro uno sul centro. Questo potrebbe essere un cambiamento davvero radicale nel gioco.
2) Io credo che ci sia la necessità di un campo più piccolo per ridurre il tempo di nuotata su e giù per la vasca, per avere più azioni di gioco rispetto al nuoto. In questo modo, tra l’altro, più piscine potrebbero essere idonee per ospitare match ad alto livello. Ma le piscine non devono essere più piccole in larghezza, perché se il campo diventa più stretto il gioco cambia completamente e 6 giocatori in acqua diventerebbero troppi.
(ENG) – In general I am in favor of first proposal, because a lot of center players use illegal moves when they go under water in order to get into the position. But I think that we can’t generalize that every time the center dives he should be punished with a counter fault. Sometimes, it is the game that leads them to go under water. About the second proposal, I am not sure will it be possible or any defender to guard any center with only one hand, even if that meant more offensive style of play and advantage to the center. Maybe this idea is not to bad, but I think that it will be necessary to clarify what are defenders allowed to do, and what not. It could change the whole style of one on one play on the center/defender positions. This could be a really radical change in the game.
2) I believe that there is a need of a smaller playground in order to shorten the time of swimming up and down, to have more action instead of swimming, and this way more pools could be eligible to host high quality water polo games. But the playground must not be smaller in width, because if it becomes smaller than 20m, than the whole game changes, and 6 players in the field is too much.
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L’OPINIONE DI RICHARD MICALLEF (Delegato per Malta di Waterpolo Development)
“Non condivido le proposte di Cufino, specialmente la prima che vedrebbe un giocatore espulso se va sott’acqua in cerca di posizione al centro dell’attacco. Essendo stato un giocatore, anche se di scarsissimo livello, non vedo come sia possible che il centroboa prenda la sua posizione senza aver l’opzione di andare sott’acqua. Secondo me, impedendolo, ci sarebbe vita troppo facile per il difensore. Poi la lotta tra il centroboa e l’estremo difensore opposto è una delle battaglie più spettacolari del gioco della pallanuoto e favorendo l’uno o l’altro si toglierebbe molto al gioco.
Poi sulla questione dei giocatori che marcano con due mani, questo non incide molto sul gioco perchè, se il regolamente attuale viene interpretato bene dagli arbitri, la trattenuta del giocatore opposto è gia punibile con l’espulsione. Dobbiamo tenere in mente che parte della bellezza del gioco è il contatto fisico e, anche se vogliamo che i giocatori più tecnici abbiano lo spazio e l’opportunità di far vedere le loro qualità, diminuendo il contatto fisico le partite diverrebbero meno combattute e sicuramente perderemo lo spettacolo.
Io sono abbastanza contento delle regole attuali del gioco. Più che cambiarle, c’è bisogno di maggiore omogenità nell’interpretazione dei regolamenti fra gli arbitri”.
(ENG)
“I do not agree with Cufino’s suggestions, especially the first one which would mean that a player who tries to get into his position by going under water is sent off. Having been a player myself, albeit a very mediocre one, I cannot see how the centre forward can get into position without having the option to go under water. I think that if this rule were to be applied it would make life too easy for the defender. One also has to bear in mind that the battle between the centre forward and the last defender is one of the most spectacular passages of the game and favouring either the attacker or the defender would mean we lose this exciting aspect of the game.
Regarding the issue of players who mark their opponent using both arms, I don’t think that this makes too much difference because as the rules stand at present holding an opponent is already a sending off offence.
We have to bear in mind that physical contact in waterpolo is what makes the game so exciting. While we would all like to see the more technically gifted players flourish, reducing the contact part of the game will lead to less tough games and I am sure that it will make the game less interesting to watch.
I am fairly happy with the rules as they are today. Better than changing the rules, we should strive to have a more uniform and consistent interpretation of the rules by the referees”.
Richard Micallef
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L’OPINIONE DI ERNANI PAGGI (ex arbitro internazionale)
1) Sono favorevole alla seconda proposta di Cufino, quella riguardante il controllo del giocatore avversario con due mani. Deve essere sempre fischiato fallo grave. Ho visto Budva-Pro Recco, sotto questo aspetto la direzione di gara ha lasciato molto a desiderare permettendo troppo. Non sono favorevole all’altra proposta di Cufino: andare sott’acqua per guadagnare una posizione migliore al centro fa parte del gioco. Ricordo il grande Jankovic: giocava quasi sempre sott’acqua e faceva cose straordinarie. Bisogna punire invece chi non vuole giocare, chi al centro opera soltanto per distruggere.
2) Molti sono favorevoli all’arretramento a sette metri del tiro diretto da cinque metri. Non sono di questo parere. Sempre tornando a Budva-Pro Recco, in quella gara ho visto esecuzioni bellissime dai cinque metri, un grande spettacolo favorito in questo caso da un arbitraggio impeccabile, che ha applicato perfettamente il regolamento. In linea generale, poi, io sono contrario alle continue modifiche del regolamento. Da venti anni raccomando sempre la stessa cosa ai giovani arbitri: privilegiate chi fa gioco, punite chi vuole distruggerlo. E’ questa la regola fondamentale.
***ENG***
1) I agree with the second Cufino’s proposal, the one concerning the control of the opponent player with both hands. It’s always major foul. I saw Budva-Pro Recco, this respect the referees has left much to be desired allowing too much. I don’t agree with the other Cufino’s proposal: to go underwater to gain a better position in the center is part of the game. I remember the great Jankovic: he played mostly underwater and did extraordinary things. We must instead punish those ones who do not want to play, who works at the center only to destroy.
2) Many are in favor of the backing at seven meters of the direct shot from five meters. I’m not of this opinion. Also returning to Budva-Pro Recco, in that match I have seen wonderful shoots from five yards, a great show favorite in this case by a perfect arbitrage, which has fully implemented the rules. In general, then, I am opposed to the continuous changes of the regulation. For twenty years I always recommend the same to young referees: preferred who male the game, punished those who want to destroy it. And this is the fundamental rule.
Ernani Paggi
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L’OPINIONE DI TOM HOAD
(parere raccolto da Adriano Vannucci)
Le proposte di Bruno Cufino non sono illogiche, ma a mio avviso non risolveranno il problema intrinseco della moderna pallanuoto internazionale che è questo: in inferiorità numerica (per qualsiasi fallo grave) la squadra che difende subisce gol in meno del 50% delle occasioni. Questo significa che il difensore è portato a commettere fallo grave per evitare un goal perchè gli conviene: IL VANTAGGIO E’ STATISTICAMENTE DELLA DIFESA.
Ho visto l’anno scorso a Napoli la Final Four nella quale la Pro Recco nella gara contro il Partizan ha segnato con le loro superstar solo 3 goal su 15 situazioni di uomo in più. Questo dimostra che le espulsioni danno beneficio alla difesa. Tutto mi è stato chiaro quando il coach del Partizan Igor Milanovic, forse uno degli attaccanti più centroboa di tutti i tempi, ha severamente criticato il suo difensore che ha permesso a Calcaterra di segnare un gol dal centro in quella gara. Lui rimproverò il difensore per non aver commesso un fallo grave che invece avrebbe dato al Partizan più possibilità, visto la loro eccellente difesa 5 vs 6, di non subire goal.
La stranezza è che Igor, gran giocatore (poteva fare pallonetti spalle alla porta, poteva liberarsi facilmente di un difensore per poi segnare con delicatezza), da allenatore preferisce l’espulsione del proprio difensore anzichè correre il rischio di subire gol al centro a uomini pari.
QUESTO E’ IL PROBLEMA. Noi dobbiamo cambiare il gioco in qualche modo affinchè i FALLI GRAVI DIANO VANTAGGIO ALL’ATTACCO E NON ALLA DIFESA. Questo è il nostro dilemma. L’introduzione da parte di Bruno dei due nuovi falli gravi aiuterà a pulire il gioco ma i giocatori saranno ancora lì impegnati ad evitare un gol.
La pallanuoto è l’unico sport di squadra dove il difensore è istruito al fallo grave per prevenire un gol, ed i falli premiano la difesa. Dobbiamo ripristinare il gioco in modo che quando un fallo grave viene commesso, la squadra che si trova con l’uomo in più ne possa effettivamente beneficiare. Questo è il caso del calcio, del basket e tutti gli sport di squadra che conosco. Come diceva Dostoevskij, la punizione deve adattarsi al crimine.
***ENGLISH***
“The proposals from Bruno Cufino are not illogical but in my opinion will not solve the intrinsic problem of modern international waterpolo which is that the exclusion of a defending player (for whatever major foul) only results in a less than 50% chance of a goal for the attacking side.This means the defenders will still commit a major foul to prevent a goal because they would rather defend 6 on 5 than let a goal be scored. THE ADVANTAGE IS STATISTICALLY WITH THE DEFENCE.
I saw last year in Naples the Final four in which Recco in the Game against Partizan only scored with their international superstar line up 3 from 15 extra man goals.This statistic shows that exclusions only benefit the defence. What brought the point clearly home to me was when the Coach of Partisan-Igor Milanovic-arguably one of the greatest centre forwards of all time-severly criticised his defending player who allowed Calcaterra to score a centre forward goal in that game. He berated the defender for allowing the goal and not commiting a major foul which would have given Partisan a much better chance with their excellent 6 on 5 defence of stopping the goal.
The great anomoly for me was that Igor who played with phenomenal flair as a centre forward- he could do backhand lob shots ,could turn a defender easily and delicately shoot a goal with finesse-was advocating as a coach the complete elimination of centre forward play by major fouling the centre forward to prevent a goal.
Why? Because as a coach he knew that defending the 6 on 5 attack after an exclusion was better for his team than allowing a goal from a centre foward.THIS IS THE PROBLEM.We must change the game somehow so that MAJOR FOULS REWARD THE ATTACK AND NOT THE DEFENCE. This is our dilemma. Bruno’s introduction of two new major fouls will help to clean up the game but the players will still commit them to prevent a goal.
Our game is the only team sport where the defender is instructed to major foul to prevent a goal and the foul benefits the defence.We must restore the game so that when a major foul is committed the attacking team will benefit. This is the case in football,basketball and every other team sport I know of.. As Dostoevsky said the punishment must fit the crime”.
Tom Hoad
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L’OPINIONE DI MAURIZIO FELUGO (giocatore della Ferla Pro Recco, parere raccolto da Gianuca Leo)
L’OPINIONE DI ALDO BAIO (allenatore dell’Igm Ortigia maschile)
1) Per quanto riguarda l’articolo di Bruno Cufino premetto che la base di partenza di ogni discussione, a mio modesto parere, dovrebbe prevedere un coinvolgimento diretto degli arbitri e dei tecnici con lo scopo di semplificare al massimo le varie situazioni di gioco che ancora oggi generano difformità di giudizio. Ciò premesso, sono favorevole alla codificazione della proposta di Bruno per quanto riguarda la lotta al centro poichè oggi, spesso, assistiamo a lotte tra attaccanti e difensori volte alla ricerca della migliore posizione possibile a prescindere dall’evoluzione del gioco.
2) In riferimento al tiro da 5 metri, sono convinto della necessità di abolirlo poichè, anche in questa situazione, noto spesso poca uniformità di giudizio. Personalmente sposterei la distanza a sette metri per rendere tale fondamentale più difficile e più spettacolare.
Aldo Baio
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L’OPINIONE DI RINO MEROLA
1) Favorevole alla codificazione di entrambe le proposte di Cufino. Per quanto riguarda la lotta al centro, tuttavia, il fallo grave deve essere assegnato soltanto quando è davvero evidente che il difensore o l’attaccante volontariamente si siano spinti sott’acqua.
2) E’ indispensabile che il Gug ottenga non solo l’omogeneità di giudizio arbitrale sulle situazioni di gioco, ma anche sulla disciplina a bordo vasca, soprattutto adesso che è stata instaurata una maggiore severità. Tale severità deve essere applicata in egual misura da tutti gli arbitri, ed è inutile aggiungere che in tali situazioni i direttori di gara non devono farsi assolutamente influenzare dal carisma dei personaggi più popolari.
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L’OPINIONE DI CARLO SILIPO (allenatore del Posillipo)
1) Io dico innanzitutto che bisogna semplificare al massimo le regole, in modo da facilitare principalmente il compito degli stessi arbitri, tra i quali attualmente non c’è omogeneità di giudizio su varie situazioni di gioco. Anche in questa ottica sono favorevole alla codificazione della proposta di Cufino in merito alla lotta al centro, che oggi vede attaccante e difensore impegnarsi soprattutto nella ricerca della migliore posizione disinteressandosi del gioco. Sono meno favorevole, invece, alla proposta di codificare la seconda proposta di Cufino perchè il controllo del giocatore avversario con due mani non è una situazione di gioco facilmente verificabile da parte degli arbitri e potrebbe dare luogo pertanto a decisioni sbagliate e ad ulteriore confusione.
2) Ormai credo che un po’ tutti gli allenatori siano convinti della necessità di abolire il tiro diretto da cinque metri. Personalmente sposterei la distanza a sette metri, com’era qualche anno fa, perchè fare gol da quella distanza è una prodezza che merita di essere premiata.
Carlo Silipo
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L’OPINIONE DI GIUSEPPE DATO (allenatore della Strano Light Division Catania)
1) Favorevole alla codificazione di entrambe le situazioni di gioco. Anche le proposte di Cufino in merito a queste situazioni mi trovano d’accordo, ma per quanto la lotta al centro non sarà facile per i direttori di gara stabilire se l’andare sott’acqua per guadagnare la posizione è spontaneo, e quindi passibile di espulsione, oppure provocato dall’avversario.
2) una mia ulteriore proposta è questa: ripristinare la possibilità, per il difensore, di opporsi a due mani in occasione del tiro diretto da oltre cinque metri, in modo da limitare l’abuso di questa soluzione offensiva. Nel contempo suggerisco una maggiore severità da parte degli arbitri in questa situazione di gioco sull’azione del difensore, che dopo il fallo spesso va addosso all’attaccante in maniera non consentita dal regolamento. Altra proposta: la partecipazione anche dei tecnici di A2 maschile alle riunione con gli arbitri: negli ultimi anni questo torneo è cresciuto notevolmente e il parere degli allenatori che vi prendono parte può essere di grande utilità.
Giuseppe Dato
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L’OPINIONE DI ALESSANDRO BOVO (allenatore della Lake Iseo Brixia)
1) Sono favorevole alla codificazione di queste due situazioni di gioco e alle proposte di Cufino in merito ad esse.
2) Io mi auguro che martedì 11 gennaio a Savona, in occasione dell’incontro tra arbitri e allenatori, ci sia la possibilità di avviare un confronto che porti alla risoluzione di tutte le problematiche che riguardano le direzioni arbitrali. Altre situazioni di gioco, oltre a quelle elencate da Bruno Cufino, meritano di essere discusse e approfondite perchè, riguardo ad esse, non c’è omogeneità nelle direzioni arbitrali. Ad esempio la regola del vantaggio oppure il fallo da rigore, che spesso i direttori di gara sanzionano soltanto con la superiorità numerica.
(ENG) 1) I agree withe che codification of these two game situations and Cufino ‘s proposal.
2) I hope that Tuesday, January 11 in Savona, on the occasion of the meeting between referees and coaches, there is the possibility of initiating a confrontation that will lead to resolving all the issues that matter to referees. Other game situations, in addition to those listed by Bruno Cufino deserve to be discussed in depth because, about them, there is no uniformity in the referees. For example, the rule of advantage or the penalty foul, that the referees often imposed only by the numerical superiority.
Alessandro Bovo
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L’OPINIONE DI ROBERTO PETRONILLI (presidente del Gug)
Devo fare necessariamente una premessa. Da parte del Gug c’è il massimo impegno affinché la qualità delle direzioni di gara sia sempre migliore. Ecco perché stiamo puntando soprattutto sulla crescita degli arbitri giovani mettendoli in coppia con i nostri fischietti più esperti e più bravi. E’ c’è anche il massimo impegno affinché, attraverso il colloquio, ci sia un rapporto sempre migliore e sempre più produttivo tra arbitri e tecnici. In questo mese ci saranno, infatti, due incontri: il primo l’11 gennaio, il secondo il 23 o il 24 gennaio. Detto questo, rispondo volentieri a Bruno Cufino: senza specifico riferimento alle sue proposte, io sono favorevolissimo alla codificazione di tutte quelle situazioni di gioco poco chiare che possono creare confusione e polemiche.
(ENG) – I need to do a premise. By the Guggenheim there’s the maximum commitment to the highest quality of the directions of the match. That’s why we are focusing mainly on the growth of young referees by putting them in pairs the most experienced and talented referees. And there is the maxium effort to ensure that, through the interview, there is an ever better and more productive relation between referees and coaches. This month there will be, in fact, two meetings: the first on 11th January, the second one 23rd or 24th January. Said that, I’m happy to answer Bruno Cufino: without specific reference to his proposals, I am highly favorable to the codification of all those game situations unclear which can create confusion and controversy.
Roberto Petronilli
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L’ARTICOLO DI BRUNO CUFINO
CODIFICARE SEMPLIFICA
Prima della fine dell’anno, chiacchierando al telefono piacevolmente (come sempre) con Riccardo Tempestini, non si è riusciti a fare a meno di far scivolare il discorso sulla pallanuoto, e di scambiarci vedute su diverse problematiche del nostro sport.
La considerazione di natura generale di Riccardo è che, dopo le direttive arbitrali che vennero emanate intorno al 1995 sintetizzate in “no ball no faul “ (senza palla non c’è fallo) riferita alla coppia centrale difensore- centroboa, e dopo le successive indicazioni che andavano a rivedere questa indicazione presto rivelatasi dannifica, non vi è più stata chiarezza. Anche le direttive successive, che si identificavano nell’espressione “competition for the position” (lotta per la posizione), e gli aggiustamenti relativi, non sono riuscite a dare punti fermi di chiarezza, fino al punto da determinare, anche in competizioni internazionali recenti, malcontenti, polemiche e quantaltro, creando incertezza tanto nella classe arbitrale, quanto tra tecnici ed atleti.
In realtà, questo annoso problema, è al centro delle discussioni, spesso sterilmente polemiche, a volte puramente accademiche e raramente, come si spera di fare in questo caso, costruttive.
Altre considerazioni legate ad incertezze a parer mio ancora non risolte, sono relative alla giovane regola (datata credo 5 anni) che introduce la possibilità del tiro diretto dai 5 metri dopo un fallo, che sviluppa, a catena tutta una serie di altre vedute sul pressing. Mi chiedo infatti, come sia possibile che un attaccante che da la sensazione di voler effettuare un tiro da 5 metri, guardando quindi la porta avversaria, spesso è costretto ad attendere svariati secondi con le mani del difensore addosso prima che giunga il fischio arbitrale, esponendosi anche al rischio di commettere un controfallo per evitare la beffa della palla rubata o di vedersi sanzionare un fallo di simulazione. Cosa terribilmente sproporzionata rispetto alla solerzia con cui vanno fischiati altri falli sul perimetro, quando il difensore prova a “rubar palla“ all’attaccante con movimenti puliti, quasi da sincronette, e con entrambe le mani fuori dall’acqua, mentre, a volte, lo stesso attaccante volge le spalle alla porta di attacco per difendersi dal tentativo di “furto” (vedi vecchio articolo “pressing e inutili fischi”).
Questa ultima situazione di gioco è stata anch’essa tema, recentemente, di un sereno scambio di vedute con Roberto Petronilli, in questo momento massimo responsabile dell’arbitreria nostrana.
NECESSITA’
Quello che viene fuori da queste piacevoli chiacchierate, alla fine, è che la necessità di incrementare gli incontri tra arbitri ed allenatori ( e forse anche giocatori di provata esperienza), è solo una minima parte della soluzione delle problematiche, che stanno divenendo via via più numerose.
La necessità reale a mio avviso è, invece, codificare le situazioni con estrema chiarezza, perchè solo ciò che è scritto, e non già quello che si trasmette oralmente, può avere effetto di regola.
Contemporaneamente a quanto detto, però, so benissimo che regole codificate per iscritto che vadano ad aggiungersi o a modificare il regolamento internazionale vigente, possono entrare in vigore, dopo proposta degli organi competenti, esclusivamente dopo i Giochi Olimpici, quindi dopo il 2012.
Oggi come oggi le uniche certezze sono che spingere, affondare e trattenere hanno valore di fallo grave tanto in attacco quanto in difesa. Il resto, comprese direttive di tutti i generi, sono chiacchiere che se le porta il vento.
Personalmente potrei avere qualche idea su cosa ulteriormente codificare, ma giammai potrei avere la pretesa di vederci giusto e di saper indicare la strada della soluzione del problema.
PROPOSTE
Potrebbe essere interessante, quindi, raccogliere dalle pagine di questo sito, una serie di vedute sull’argomento codificazione, magari indicandone qualcuna, in maniera da mettere in piedi una serena piattaforma di discussione che coinvolga le parti più significative della pallanuoto: Arbitri, allenatori, capitani delle squadre.
Posto che gli arbitri interpellati singolarmente, nello sviluppo di questa piattaforma di confronto, non risponderanno per rispettabilissima regola interna, saremmo felici se, a farlo, fosse qualcuno che ne rappresenti la voce ufficiale.
La considerazione iniziale è che impedire il contatto fisico nella pallanuoto è impossibile, ciononostante tutti si vuole che la pallanuoto del futuro sia più veloce, più pulita e più intelligente.
Ed è proprio in questa ottica che si necessita, a mio parere, una precisa codificazione di alcune situazioni, e ne indico le motivazioni.
Va da se che come codificarle sarebbe tutto da discutere.
Prioritariamente indicherei 2 situazioni:
1) andare sottacqua
Andare sottacqua, scomparendo alla vista dell’arbitro, va codificato come fallo grave.
Pertanto il centroboa o il difensore non possono andare sottacqua per meglio posizionarsi. Non c’è alcuna motivazione lecita, infatti, per scomparire alla vista degli arbitri, a prescindere dal se si ha o meno contatto con l’avversario. Codificare questa situazione faciliterebbe senza dubbio l’operato arbitrale, e i giocatori ci metterebbero poco ad adeguarsi a questa regola.
b) controllare con due mani contemporaneamente l’avversario con o senza palla.
Senza palla: Il controllo dell’avversario mediante appoggio o contatto con due mani contemporaneamente va codificato come fallo grave.
Pertanto tanto il difensore centrale quanto quello esterno non possono entrare in contatto con due mani contemporaneamente con l’attaccante. Una cosa è, infatti, seguire gli spostamenti della palla frapponendo con movimenti leciti il proprio corpo o un segmento del proprio corpo (un braccio) tra l’ipotetica linea del passaggio e l’attaccante, centroboa o esterno che sia, altra è tenerlo sotto controllo a prescindere e senza seguire la logica del gioco esterno caratterizzato dalla presenza del, pallone, mirando esclusivamente ad impedire all’avversario di avere uno spazio di agibilità. Questo vale anche per l’attaccante che non può, centroboa o esterno che sia, trovare appoggio con entrambe le mani sul diretto difensore per mettersi nella miglior condizione per ricevere palla senza sfruttare la dinamicità del proprio corpo.
Con palla: Il controllo dell’avversario in possesso di palla con entrambe le mani va codificato come fallo grave.
L’avversario, infatti, va neutralizzato col tentativo di rubargli la palla e non di distruggere il suo gioco. Pertanto una delle due mani deve essere necessariamente protesa al tentativo di intercettare o rubare il pallone. Resta ferma la regola che l’attaccante in possesso di palla non può trovare appoggio sul difensore per meglio gestire le proprie intenzioni (passaggio, tiro o semplicemente prolungamento del tempo di possesso del pallone).
Anche la codificazione di questa situazione semplificherebbe l’operato arbitrale.
LANCIATO IL SASSO, ATTENDIAMO OPINIONI
Bruno Cufino
***ENGLISH***
CODE MAKES IT EASY
Before the end of the year, talking on the phone nicely (as always) with Riccardo Tempestini, we have not been able to not speaking about water polo, and to exchange views on various issues of our sport. The general consideration of Riccardo is that after the arbitration guidelines that were issued around 1995 summarized in “no ball no faul“ (without ball there is no foul) refers to the pair center-defender, and after subsequent indications there has been clarity anymore.
Even subsequent directives, which were identified in the expression “competition for the position” (fight for position), and related adjustments, have not been able to give fixed points of clarification to the point to determine, even in recent international competitions , malcontents, and controversy, creating uncertainty in both the referee, coaches and athletes. In fact, this problem, is central to the discussions, often polemic, sometimes purely academic and rarely, as we hope to do in this case, constructive. Other considerations related to uncertainties in my opinion are still not resolved, refer the young rule (dated 5 years I believe) that introduces the possibility of a direct shot from 5 mt after a foul, which develops, chain a whole series of other views on the pressing. In fact, I wonder how it is possible that a striker who gives the impression of wanting to make a shot from 5 meters, then watching the opponent’s goal, is often forced to wait several seconds with hands on the defender on him until the referee whistels, exposing even at the risk of committing a counterfoul to avoid the mockery of having the ball stolen. Thing wildly out of proportion to the diligence with some fouls have sanctioned on the perimeter, when the defender tries to “steal the ball” to the attacker with clean moves, almost sincronette’s style, and with both hands out of the water, while sometimes the attacker has his shoulders to the offensive goal to defend himself from attempts to “theft.” (see old article “pressing and unnecessary whistles“). This last game situation has also been the subject recently of a peaceful exchange of views with Roberto Petronilli (an Italian referee).
NEEDS
What comes out of these pleasant conversations at the end, is that the need for more meetings between referees and coaches (and maybe even experienced players), it is only a small part of the solution of problems, which are becoming increasingly numerous. The real need in my view, however, to codify the situations with extreme clarity, because only what is written and not what is transmitted orally, can be a rule. I know very well that rules codified in writing that go to add or modify the existing international rules can come into force, after the proposal of the competent bodies, only after the 2012 Olympics. Until now, only certainties are that pushing, sinking and retaining are flagrant foul both in attack and defense. The rest, including directives of all kinds, are only rumors. Personally I might have some ideas on what further coding.
PROPOSALS
It might be interesting, therefore, collect from the pages of this site, a series of views on codification, perhaps indicating someone, in order to set up a peaceful discussion platform involving the most significant parts of water polo: Referees, coaches, team captains. As the referees interviewed individually, in developing this platform for comparison, do not respond because of respectable internal rule, we would be happy if, in doing so, was someone who represents the official voice. The initial consideration is that the physical contact in water polo is impossible, yet all want the future water polo is faster, cleaner and smarter. It is in this light that we need, in my opinion, a clear codification of certain situations, and tells you why.
1) going underwater Going underwater, disappearing from view of the referee, should be coded as a major foul. Therefore, the center or the defender can not go underwater to better position themselves.There is no lawful justification, in fact, to disappear at the sight of the referees, regardless of whether or not there is contact with the opponent. Encode this situation undoubtedly facilitate the work of referees, and the players put a little to conform to this rule.
2) controlling with two hands the opponent with or without the ball. Without the ball: The control of the opponent by support or contact with both hands simultaneously be encoded as a major foul. Therefore, both the central defender and the outside one can not come into contact with two hands simultaneously with the attacker. One thing is, in fact, following the movement of the ball with legitimate movements interposing his own body or a segment of it (an arm) between the hypothetical line of the passage and the attacker, center, another thing is to keep it under control irrespective and without following the logic of the external play characterized by the presence of , ball, aiming only to prevent the opponent from having an area of usability. With the ball: the control of the opponent in possession of the ball with both hands should be encoded as a major foul. The opponent, in fact, be neutralized with an attempt to steal the ball and not to destroy his play. Therefore one of the two hands have to be stretched to intercept or attempt to steal the ball. It remains the rule that the attacker with the ball can not find support on the defender to better manage his intentions (passing, shooting or just an extension of time of possession of the ball). The codification of this situation would simplify the work of the referees.
THROW THE STONE, WE’RE WAITING FOR FEEDBACK
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PER CHIARIRE ULTERIORMENTE LA PROBLEMATICA ESPOSTA DA CUFINO RIPROPONIAMO UN SUO ARTICOLO PUBBLICATO L’ANNO SCORSO
PRESSING ED INUTILI FISCHI (leggi)
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